La nostra storia

Prima della conferma ufficiale dei GRAUCO davanti al Notaio il 7 novembre 1975, gli Operatori del gruppo avevano già lavorato insieme dal 1972 svolgendo la loro militanza culturale come gruppo spontaneo nei quartieri romani, soprattutto nel Quadraro, quello che oggi è il X Municipio. Erano i giorni, quelli, dei decentramento, quasi come parola d'ordine. Le basi dei GRAUCO sorgono proprio dall'autoformazione dei suoi componenti. ognuno apportando alla comune adesione la propria esperienza nei diversi campi della Cultura. Teatro, Scuola, Animazione.

Si crea così un gruppo ristretto di ricerca sulle Dinamiche di Gruppo, le tecniche e i rapporti ludici dell'Animazione per Adulti e Bambini. Un Atelier di lavoro creativo: Disegno, manualità varie, costruzione di maschere e burattini, oggettistica creata con materiali di recupero.

Incontri settimanali di Autocoscienza per analizzare non solo il lavoro svolto, ma anche se stessi, in rapporto alla scelta di partecipazione ad una Proposta di Gruppo che richiede una disciplina controllata, a volle rigorosa, ma che tendeva a diventare naturale comportamento di base. Chi ci è riuscito si è amalgamato nel gruppo conservando sempre la propria personalità, chi non è riuscito ha scelto altre strade. I tempi di questa scelta differiscono da persona a persona. Quando questo primo nucleo cominciò ad acquisire quel minimo di sicurezza e consapevolezza necessaria s'impiantò i Laboratorio Teatrale che avrebbe prodotto poi per quasi due decenni gli Spettacoli dei GRAUCO. Dopo questa esperienza sì è deciso di dare una certa legalità all'operato. Scegliere il nome fu quasi spontaneo, dato il momento, e l'Associazione fu chiamata GRUPPO DI AUTOEDUCAZIONE COMUNITARIA (GRAUCO è il suo acronimo). Il nome era già la nostra presentazione. L'organigramma delle responsabilità non ha mai messo da parte la gestione democratica dell'Associazione.

L'epoca del lavoro di Base nei quartieri era propizia all'autoformazione. C'erano innumerevoli gruppi che nascevano e sparivano, molte volte, con la stessa precipitazione, ma rimaneva sempre nell'aria quello spirito di “voler fare qualcosa”, di voler partecipare allo sforzo di socializzazione della collettività. C'era come un profumo che esalava da un prato... Era l'epoca dei sogni, degli entusiasmi, non sempre controllati e fecondi.

Nel 1975 la situazione politica precipita e quegli entusiasmi si frantumano in sterili delusioni che portano immediatamente molti a "rifugiarsi nel privato" come soleva dirsi. Questo a totale beneficio dei gruppi dirigenziali, sempre diffidenti, quando non in malafede, rispetto ai Gruppi dì Base.

Consapevoli della difficile situazione e decisi a "resistere", abbiamo creato il GRAUCO, disposti ad affrontare gli avvenimenti.

Come gruppo abbiamo aderito a quelle proposte sociali e lotte di quartiere che ci sembrarono giuste, valide, poi ci siamo sempre ritirati al momento giusto. Non abbiamo mai voluto ottenere nient'altro che la soddisfazione di aver partecipato alla realizzazione di qualcosa che. si aspetta utile per la comunità e che altri avrebbero potuto portare a buon fine. Questa scelta rispondeva ad un nostro ideario etico, rigido forse, magari ingenuo, ma che oggi dopo 30 anni continua a guidare il nostro agire.

Il nostro curriculum >>

direzione_artistica

Roberto Galve

direzione_tecnica

Francesco Bonis

relazioni_pubbliche

Silvana Krieg

cartolina