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Le rane che chiesero un Re
Pubblicato il: 26/10/2009

Una favola dei nostri giorni
 

IN DIFESA DELLA CULTURA
Pubblicato il: 02/10/2009




GRAUCO GRuppo AUtoeducazione COmunitaria

Via Perugia 34 Roma


IN DIFESA DELLA CULTURA

Ogni conflitto Sociale ha sempre un’origine
C U L T U R A L E

Più la ricerca della propria cultura si fa consapevole,
più strumenti si acquisiscono per affrontare un conflitto, sia questo politico, religioso o sociale.

L’ignoranza è la culla di tutti i pregiudizi, razziali, sessuali, comportamentali.

Una Società indifferente alla
C U L T U R A D I B A S E
prima o poi ne paga le conseguenze, sia a livello politico che esistenziale.

La nostra prima responsabilità deve essere quella di non trascurare la propria formazione culturale.






 

DONNE TRA LE QUINTE
Pubblicato il: 29/09/2009

Elenco della DONNE TRA LE QUINTE in Rassegna nel mese di Ottobre 2009.
Chiedeteci il programma delle proiezioni.
 

DONNE TRA LE QUINTE
Pubblicato il: 29/09/2009


Retrospettiva Interattiva
DONNE TRA LE QUINTE
REGISTE. FOTOGRAFE. SOGGETTISTE. SCENEGGIATRICI. MONTATRICI. SCENOGRAFE. COSTUMISTE. MUSICISTE.

77 films, 31 giornate di programmazione


OTTOBRE 2009


E’ vero tutto quello che si legge e si dice dei films diretti dalle donne? Molto di tutto questo è diventato ormai un luogo comune che, alla resa dei conti, la visione analitica dei films, può contraddire in molti casi e confermare in altri. Poi, non è detto che il punto di vista di un Critico o di un Addetto ai Lavori, debba per forza coincidere con quello di ogni spettatore. Potrebbe, invece, servire per stimolare la ricerca dei significati o allargare il personale punto di vista.
Una cosa però è importante, che il fatto che un film sia diretto oggi da una donna non viene più visto come un fatto “eccezionale”, come ai tempi della Azner o di Alice Py, le pioniere, che erano quasi esempi da baraccone, personalità “rare” che svegliavano approcci controversi e rifiuti ingiustificati, come tutti i diversi. Molte di queste controversie potevano nascondere invidie mascherate tra l’ostilità aperta, la beffa e nel migliore dei casi, un certo paternalismo tollerante, condiscendente, quanto ipocrita. Questo non solo da parte dei colleghi maschi, che a dire il vero nella loro situazione di potere, quello che dà almeno i numeri, potevano permettersi un allegro spirito di permissività nell’accettazione. Discorso ben diverso poteva provenire da quei maschi, tecnici e interpreti che dovevano sottostare al comando femminino. Al rifiuto, non sono immuni, certamente, le altre donne che a volte sono le prime a disertare la visione di un film fatto da donne. L’idea che un film realizzato da una Regista era giocoforza indirizzato ad altre donne è stata sostenuta per anni ed era una delle scusanti del rifiuto dello spettatore maschio.
Nella decade degli anni 70, lo spettatore, considerava la Regista Donna una che nei suoi films metteva sempre gli uomini alle corde, indotte da un femminismo becero, difficile da accettare. Non si può negare che i films diretti da Donne abbiano da sempre svegliato un surplus nei giudizi dello spettatore maschio e anche nelle stesse donne.
E’ questo quello che, secondo noi, ancora persiste e che dovrebbe essere motivo di una profonda analisi individuale. Perchè c’è questa sensazione “a priori”.
Il confronto continua ad essere in profonda minoranza, nonostante che oggi, nel nuovo secolo, la presenza della Donna Regista sia aumentata notevolmente. Come in tutte le cose una valutazione seria può esprimersi solo attraverso il materiale più vasto possibile e cercando di capire, nel tempo, quali siano le proposte, le immagini, le storie che più colpiscono e perchè.
Nella nostra Retrospettiva abbiamo cercato di fare una selezione, d’accordo alle nostre possibilità, che affrontasse argomenti sufficientemente vari che possano riflettere un panorama abbastanza ampio, giocando molte volte nella nostra proposta sulla esposizione dei luoghi comuni e dei suoi contrari, quasi provocatoriamente. Abbiamo cercato di integrare la Rassegna con nomi di realizzatrici che hanno trovato non poche difficoltà a realizzare un secondo film nonostante la validità del primo (cosa non estranea anche nel panorama dei registi maschi, soprattutto se indipendenti).
Importante è che in consonanza con le esigenze etiche della nostra epoca i pregiudizi (giudicare senza conoscere, senza vedere, senza confronto), vengano a meno. Cosa che non vuol dire fare “tabula rasa” delle differenze. Ci stanno veramente? Quali sono? Ecco i films per scoprirle.


 

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